Laurea e crisi economica. E' utile studiare per trovare lavoro?

La laurea, il famigerato pezzo di carta, è ancora utile, se non indispensabile, per entrare in modo
soddisfacente nel mondo lavoro? Oppure, considerata la crisi economica che ormai da qualche anno sta impoverendo l'economia mondiale, anche per i laureati è assai complicato trovare un posto di lavoro?
Ebbene, secondo un rapporto del consorzio di atenei Almalaurea sulla situazione dei laureati, la situazione appare tutt'altro che florida. Dalle analisi di un campione di 400 mila laureati, infatti, la conclusione a cui si arriva e semplice e definitiva: in Italia studiare conviene sempre meno.
La situazione per i laureati è iniziata a peggiorare nel 2008, quando la crisi ha iniziato a farsi sentire nell’economia reale, per poi, addirittura, peggiorare nel 2009, quando il prodotto interno lordo ha subito un tracollo di quasi il 6 per cento.
Ma qual è il tasso di disoccupazione dei laureati, la percentuale, cioè, di chi cerca lavoro ma non lo trova? Tra coloro che hanno ottenuto la laurea triennale nel 2009 il tasso di disoccupazione quest'anno è salito dal 15 al 16 per cento. Ancora peggio per coloro che hanno optato per la laurea specialistica: il tasso è passato dal 16 al 18 per cento. Non va meglio se si considera il tasso di occupazione, cioè la percentuale di laureati che sono entrati nel mercato del lavoro: tra il 2007 e il 2009 scende di sei punti tra i laureati di primo livello (triennali), di sette tra quelli con la specialistica e di 8,5 tra quelli a ciclo unico (per le facoltà dove non c’è la laurea intermedia, tipo Ingegneria).
Ma anche gli stipendi dei laureati sono in lenta ma costante diminuzione. Tra il 2007 ed il 2009, infatti, lo stipendio medio di un laureato di primo livello è passato da 1.210 euro a 1.149, con una diminuzione, quindi, del 5 per cento. Il guadagno medio dei laureati con specialistica, invece, è passato da 1.205 a 1.078 euro, una diminuzione addirittura del 10 per cento.
Nonostante questi dati sconfortanti, non fermarsi al diploma e continuare a studiare all'università è, comunque, ancora la strada migliore. Chi è laureato trova lavoro più facilmente. Infatti, il tasso di occupazione dei laureati raggiunge il 77 per cento, contro il 66 per cento del tasso di occupazione dei diplomati. Naturalmente molto dipende dal corso di laurea scelto. Alcuni corsi di laurea permettono un più facile ingresso nel mondo del lavoro. Ma una laurea, inoltre, permette ancora di avere un buon stipendio, sempre, però, che si sia disposti ad andare all’estero. Secondo il rapporto di Almalaurea, infatti, chi si è laureato nel 2009 ed è rimasto in Italia un anno dopo riceve 1.054 euro al mese in media di stipendio. Chi ha deciso di trasferirsi all'estero per lavorare, invece, può arrivare fino a 1.568 euro.
Insomma, la situazione non è delle più positive e bisognerebbe intervenire per invertire questo pericoloso trend. 'È uno spreco di risorse che avvilisce e intacca gravemente l’efficienza del sistema produttivo', ha dichiarato recentemente il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi. Anche Almalaurea avverte: 'Sarebbe un errore imperdonabile sottovalutare la questione giovanile o tardare ad affrontarla in modo deciso'. Non ci resta che sperare che la politica non si dimentichi di un tema così spinoso ed importante.
Giuseppe Pomero
10 marzo 2011
Commenti (0)
Scrivi il tuo commento | Sottoscrivi questi commenti
Aggiungi il tuo commentoRegistrati nella community di Tutto gratis per accedere sempre con un unico nickname e avatar. Inoltre potrai conoscere nuovi amici, scambiare messaggi e partecipare alla vita della community.
Se sei gia' registrato effettua il Login




