Lunedì 28 Maggio 2012

Come sopravvivere alla riforma Gelmini dell'università

Riforma Gelmini

A due mesi dall'approvazione della riforma Gelmini dell'università una parola riassume

bene la situazione negli atenei: caos.

Se, infatti, semplificazione, meritocrazia e abolizione dei baronati erano gli obiettivi del ministro dell'istruzione, per ora gli effetti della riforma non si sono ancora visti. Gli studenti, allora, si organizzano come possono, anche con veri e propri manuali di sopravvivenza per tentare di districarsi nella giungla universitaria post riforma.

Un primo strumento creato dagli studenti per tentare di far fronte alla riforma è il blog 'Stop Gelmini'. Scopo del blog è combattere la riforma all'interno delle università. 'Per quanto approvata, l'iter di attuazione ci consente di portare dentro le facoltà e gli atenei una battaglia per sbarrare la strada alla riforma, utilizzando ogni mezzo a nostra disposizione', hanno dichiarato i responsabili dell'iniziativa virtuale. A essere messa sotto accusa è la logica emendativa della legge Gelmini, 'che per noi è da respingere in toto'.

Un altro strumento è l'opuscolo 'Come scansare le trappole della riforma', realizzato da Link, Unione degli Studenti e Rete della Conoscenza. La pubblicazione propone una sorta di autoregolamentazione dal basso della vita universitaria, ponendosi come obiettivi quelli di realizzare uno Statuto degli Studenti e di sorvegliare i punti critici, le trappole appunto, della legge Gelmini.

Proprio per consentire agli studenti di controllare e prendere parte, in ogni momento, alla ristrutturazione dell'università, la Rete Universitaria Nazionale ha realizzato il 'Manuale di sopravvivenza'. Un'analisi dettagliata delle procedure messe in campo dalla legge Gelmini.

Ma la battaglia contro la riforma Gelmini si 'combatte' anche nelle sedi ufficiali. In prima linea c'è il Cun, il Consiglio Universitario Nazionale, organo consultivo del ministero per l'Istruzione e l'Università. Nelle ultime elezioni per il rinnovo dei membri hanno avuto notevole successo gli esponenti della Rete 29 aprile. Il gruppo di ricercatori italiani che ha animato una buona parte delle mobilitazioni dei mesi scorsi, per esempio salendo e occupando il tetto della Sapienza di Roma. 'Nessuno potrà più far finta di ignorare le nostre idee, il vento di discussione che abbiamo alimentato, la realtà universitaria che rappresentiamo e che viviamo con il nostro lavoro', ha dichiarato il gruppo di ricercatori della 'Rete'.

Altri partecipanti alla battaglia sono le 'commissioni statuto', ovvero gli organi preposti, in ogni ateneo, alla stesura delle nuove regole. 'In queste commissioni ci sono due posti garantiti per le rappresentanze studentesche. E l'Unione degli universitari è in prima fila nel creare una rete di rappresentanza aperta a tutti', ha commentato dice Giorgio Paterna, dell'Udu. Il problema è 'il tentativo dei rettori di blindarne la composizione. E' la loro partita principale', ha continuato Paderna. Quella degli studenti, invece, 'è creare una piattaforma comune, un modello esportabile a tutti gli atenei. Per aprire nuovi spazi di rappresentanza e difendere i nostri diritti'.

Giuseppe Pomero

1 marzo 2011


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