Brunetta: una legge contro i bamboccioni

Bamboccioni: l'espressione fu usata e resa celebre dall'ex ministro
dell'economia Tommaso Padoa Schioppa. E il contesto in cui la usò fu molto simile a quello per cui è stata ritirata fuori proprio ieri. Questa volta però è uscita dalla bocca di un altro ministro, Renato Brunetta, titolare del dicastero della Pubblica Amministrazione e il senso è stato molto simile a quello utilizzato dal suo predecessore.
I bamboccioni sono i giovani che arrivati a toccare, se non superare, gli -enta non escono da casa, magari continuano a fare gli studenti e restano legati a mammà e papà. Chi non va a vivere da solo ma resta a carico dei genitori insomma. Renato Brunetta ha parlato dei bamboccioni commentando la sentenza di un Tribunale di Bergamo che imponeva al padre di una 32enne di continuare a mantenere i suoi studi fuoricorso di 8 anni.
Chiaramente si è trattato di una provocazione: il ministro ha proposto, nel corso di un'intervista a Rtl, una legge ad hoc per costringere i neomaggiorenni a lasciare casa. Brunetta ha confessato di essere stato lui stesso un bamboccione e di aver avuto mammà ad aiutarlo fino ai 30 anni. Brunetta ha spiegato: I bamboccioni ci sono perché si danno garanzie solo ai padri, perché le università funzionano in un certo modo, perché i genitori si tengono i privilegi e scaricano i rischi sui figli. La colpa insomma è dei padri che hanno costruito questa società. Obbligherei per legge i figli ad uscire di casa a 18 anni.
M.G.
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