La riforma tfr del governo Prodi
Ci siamo: ogni lavoratore dipendente è ormai a conoscenza del fatto che dovrà decidere a chi destinare il suo tfr, cioè quella cifra che spetta in caso di dimissioni o licenziamento. La scelta, lo sappiamo, dovrà essere compiuta entro il 30 giugno.
Proviamo a far chiarezza, con l'aiuto del sito appositamente dedicato dal governo al fine di aiutare i lavoratori nella decisione, chè è delicata proprio per il fatto che, come spiegano bene al Ministero del Lavoro, la riforma del tfr si configura come assoluta novità nella storia della previdenza italiana: alla solita previdenza obbligatoria (erogata come sappiamo in massima parte dall'Inps) si affianca la previdenza complementare, che erogherà trattamenti pensionistici appunto complementari al sistema obbligatorio. Lo scopo di tale operazione sembra essere quello di garantire ai lavoratori una maggiore copertura previdenziale. E questo lo vedremo.
Ora ci interessa approfondire meglio le questioni pratiche relative alla riforma del tfr: posto che interessa tutti i lavoratori dipendenti, e che i fondi pensionistici complementari cui si può accedere sono di diverso tipo e natura (ne trovate l'elenco e le caratteristiche qui), ciò che ora ci interessa sapere è che il lavoratore dipendente può scegliere:
* di destinare irrevocabilmente il proprio tfr che maturerà da adesso in poi (futuro) a una forma pensionistica complementare.
* di mantenerlo presso il datore di lavoro.
In tal caso, per i lavoratori di aziende con più di 50 dipendenti, l’intero tfr è trasferito dal datore di lavoro al Fondo per l’erogazione del tfr ai dipendenti del settore privato, gestito, per conto dello Stato, dall’Inps.
Tale scelta è revocabile e in qualsiasi momento il lavoratore potrà aderire a una forma di previdenza complementare.
La scelta di destinazione del tfr futuro ad una forma pensionistica complementare deve essere espressa dal lavoratore attraverso una dichiarazione scritta indirizzata al proprio datore di lavoro con l’indicazione della forma di previdenza complementare prescelta.
La dichiarazione scritta è necessaria anche nel caso in cui si scelga di mantenere il tfr futuro presso il proprio datore di lavoro.
In caso di mancata comunicazione (silenzio assenso), il datore di lavoro trasferisce il tfr futuro alla forma pensionistica collettiva prevista dagli accordi o contratti collettivi, anche territoriali, o ad altra forma collettiva individuata con un diverso accordo aziendale, se previsto. Tale diverso accordo deve essere notificato dal datore di lavoro al lavoratore in modo diretto e personale.
La questione TFR: approfondimenti
+Libri di diritto del lavoro
Commenti (4)
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Sasà da pomigliano d'arco
08 febbraio 2007, 15:21
NO ASSOLUTO ALLA VIOLENZA ,SIA SUI STADI CHE NELLA NOSTRA NORMALE VITA QUOTIDIANA,DIAMO UNA GIUSTA EDUCAZIONE AI NOSTRI FIGLI,SARANNO IL NOSTRO FUTURO.
Nadia.antonelli
12 febbraio 2007, 17:48
non si parla mai se è cambiato qualcosa o dei diritti sulle persone invalide al 100x100. se ci sono nuove regole o aumenti chi è solo che era a carico del padre dopo la morte le aspetta di dirtto la reversibilita' come viene calcolata se ?dite qualcosa in favore grazie
Ivan navi
14 febbraio 2007, 20:06
come disse quel tale..............vogliamoci bene, che si campa cosi' poco....
Maruzzella
28 giugno 2007, 13:17
non e' possibile che nell'ambito lavorativo tra donne ci sia sempre l'invidia e la cattiveria solo per farsi bella dinanzi al proprio datore di lavoro . Ci dovrebbe essere piu' complicita' .
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