Novità contratto di lavoro settore pubblico e privato

E' stato siglato l'accordo sul nuovo contratto di lavoro del settore pubblico e privato che prevede alcune importanti novità:
- i contratti collettivi avranno durata triennale tanto per la parte economica che normativa
- scompare l'inflazione programmata che verrà sostituita dall'Ipca, indice dei prezzi al consumo armonizzato in ambito europeo per l'Italia, depurato dalla dinamica dei prezzi dei beni energetici importati. L'elaborazione della previsione sarà affidata ad un soggetto terzo.
L'accordo avrà un carattere sperimentale per la durata di quattro anni e prevede
che i contratti collettivi di lavoro abbiano durata triennale, anzichè biennale, sia per la parte nazionale che per il secondo livello che sarà aziendale o in alternativa territoriale. Con la riforma si supera l'accordo sulla politica dei redditi siglato nel 1993 che aveva l'inflazione programmata come indice di riferimento per i rinnovi contrattuali, e si valorizza il secondo livello di contrattazione con la possibilità di premi-produttività. Cisl, Uil e Ugl, Confindustria e tutte le associazioni imprenditoriali hanno firmato il testo dell'accordo; manca la firma dell'Abi e delle assicurazioni che, pur condividendo il testo, si sono riservate di sottoscriverlo nei prossimi giorni mentre la Cgil si è detta contraria all'approvazione del documento.
In seguito al raggiungimento dell'accordo tra le varie parti sociali il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha dichiarato 'Il nuovo modello realizza l'obiettivo di sostenere la crescita attraverso un sistema industriale cooperativo perché individua in azienda e territorio l'ambito nel quale il salario si collega con la produttività, sostenuto dal governo attraverso la detassazione del 10% del salario di produttività. Si abbandona del tutto l'approccio conflittuale delle relazioni industriali'.
L'obiettivo principale che si pone il Governo è quello di rilanciare lo sviluppo occupazionale e l'aumento della produttività per far fronte in tempi brevi alla profonda crisi economica che sta attraversando l'Italia. Ma questa riforma può essere veramente il primo passo per risollevare le sorti dell'economia italiana? E che ripercussioni potrebbe avere sui numerosi lavoratori precari? Fateci sapere cosa ne pensate al riguardo.
Maurizio Fusarini
Commenti (13)
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Il precario
24 gennaio 2009, 17:31
i nostri nonni si staranno rivoltando nella tomba per aver visto tutti i piccoli traguardi a favore dei lavoratori conquistati in passato e visti spazzar via ad uno ad uno in questi ultimi vent'anni.... ora che l'italia è stata messa sulle ginocchia, manca solo la mazzata definitiva tra capo e collo. prosit
Renato
27 gennaio 2009, 11:23
ricordatevi tutti che il nostro stipendio non potra' mai essere legato ai prezzi al consumo.I prezzi di tutte le materie comprese quelle energetiche sono "drogate" come la borsa mondiale. Ci da'ragione le bolle speculative scoppiate in questi ultimi dieci anni, di tutti i tipi.Se cio' avvenisse anche il nostro stipendio sara' "drogato".O compriamo cose che non ci possiamo permettere o nell'altro caso non abbiamo potere d'acquisto per comprare il neccessario per vivere.Saluti
Max baldi
27 gennaio 2009, 22:16
FORSE FORSE la CGIL non ha tutti i torti,facendo bene i conti ci possiamo ben accorgere che gli stipendi non verranno tutelati per niente e con questo nuovo sistema sembra abbiano trovato il modo di calmierarli oltre misura .Anche sulla legge 30 la CGIL era' stata l'unica a dire che non si poteva procedere in quel modo senza intervenire sugli ammortizzatori sociali, andate a sentire cosa ne pensano le centinaia di migliaia di precari ora a spasso senza tutele. SPERIAMO CHE ALMENO CHIEDINO AI DIRETTI INTERESSATI CIOE' AI LAVORATORI COSA NE PENSANO,
Fandango
28 gennaio 2009, 00:08
Il governo che ci aiuta a uscire dalla crisi...? ha ha ha...
Lorenzo
28 gennaio 2009, 07:58
chi mi sa dire cosa cambia ai fini pratici per i precari con invalidità al 50% come me ai fini dell'assunzione a twmpo indeterminato, ovvero dopo quanto un azienda è obbligata per legge a trasformari il contratto da tempo deterimato ad indeterminato? prima potevano farlo per al massimo 12 mesi e adesso? grazie
Egidio
29 gennaio 2009, 14:57
si sa bene che l'unione fa la forza quindi una cosa è la dialettica a livello nazionale un'altra a livello locale e adirittura aziendale aver eliminato la contingenza programmata è cosa buona ma avere escluso il costo dell'energia importata non è positivo come non è positivo contionuare a detassare il lavoro straortdinario che resta sempre limitato nel tempo e nello spazio .. la detassazione dovrebbe essere generalizzata per tutti i lavoratori dipendenti e pensionati ogni qual volta aumentano i prezzi vertiginosamente e quindi l'incasso iva da parte dello stato aumenta ...detta maggiore entrata dovrebbe ritornare ai consumatori sotto forma appunto di detassazione di un quidd dello stipendio o pensione. fantapolotica?!.. riguardo ai precari le aziende dovrebbero pagare i contributi previdenziali nella stessa misura degli altri , invece pagano meno danneggiando ancora una volta i lavoratori giacchè ormai è noto che la pensione sarà calcolata inbase a quanto hai versato di contributi e non a quanto guadagnavi. insomma il nostro sistema lavorativo è tutto da rifare..
Salvo
29 gennaio 2009, 16:09
Privilegiare il secondo livello della contrattazione non mi sembra, assolutamente, la soluzione ideale. Il primo livello garantiva, comunque, una base equa per tutti i lavoratori, senza discriminazioni. Inoltre è stata prolungata, di un ulteriore anno, la scadenza dei contratti, e poi non si terrà più conto degli aumenti dei costi energetici, guarda caso!!! Ma CISL, UIL e UGL si considerano ancora "sindacati"? Forse sarebbe meglio definirli "ramificazioni" della Confindustria!!!
Christian
29 gennaio 2009, 16:11
Io personalmente , stò vivendo ormai da 2 anni ,la mia condizione di precario e sinceramente queste riforme mi fanno veramente ridere , cosa sono uno specchio per le allodole? anzichè migliorare le cose dal 01/11/08 nuovo CCNL per noi precari salta fuori in sordina la novità che i nostri meravigliosi datori di lavoro possono prorogarci il contratto x 6volte +quello iniziale , facevano prima a farlo a oltranza già che si trovavano...io penso che prima o poi ,se le cose non cambieranno veramente...l'esasperazione e il malcontento avrà il soppravvento.. forse allora capiranno veramente che ne abbiamo le palle piene.........
Rene
29 gennaio 2009, 17:03
fate tante cose ma non x quelli che sono in crisi di lavoro ora . x la gente che lavora a domicilio casa fate.? niente ,ma anno pagato sempre e sono da 20 anni che lo fanno, come gli operai che lavorano in fabbrica grazie
30 gennaio 2009, 00:01
Mi sembra accettabile. Il solo fatto che gli stependi siano aumentati a fronte della vera inflazione, e non a quella programmata, è notevolmente vantaggioso. Al momento tutti gli stipendi hanno subito gli aumenti a fronte della inflazione programmata, che ogni anno è stata stimata sempre inferiore alla reale. Chi rimpiange il passato a questo non ci ha pensato: sono parecchi i soldi ormai definitivamente perduti.
Claudio
30 gennaio 2009, 20:37
bisogna che nasca un vero sindacato dei lavoratori , il sindacato dei primi tempi che faccia l'interesse dei lavoratori , perchè gli imprenditori sanno fare il proprio interesse ( giustamente ognuno deve tirare l'acqua al suo mulino ) .un sindacato che nel proprio statuto metta la non eleggibilita' al parlamento sia italiano che europeo . un sindacato lontano dalle poltrone del potere politico affaristico e corrotto . il sindacato dei lavoratori veri .
Emiliano
30 gennaio 2009, 22:30
Diciamo che prima si stava male ma da oggi in poi sara peggio,non per noi ma per gli nostri bambini.
FRANCO
01 febbraio 2009, 18:23
Da noi si dice: I DISCORSI LI PORTA VIA IL VENTO! Ma chi vive con 1000 euro al mese vuol vedere qualcosa di più concreto ,invece dei soliti discorsi.
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