Legge lombarda anti-kebab: precisazioni

Vi abbiamo parlato nei giorni scorsi di quella che ormai tutti conoscono come
la la legge lombarda anti-kebab. Si tratta di un regolamento che proibisce ai laboratori artigianali di vendere i loro prodotti all'esterno degli esercizi. Gelati, pizze al trancio, piadine, kebab, prodotti di rosticceria, possono essere direttamente consumati nei locali interni e non all'esterno. I promulgatori della legge, i leghisti Daniele Belotti e Carlo Saffioti, hanno voluto dare le loro precisazioni.
Smentiamo nel modo più netto che d’ora in poi sarà vietato, ad esempio, il consumo di un gelato sul marciapiede esterno alla gelateria o di una pizza al trancio fuori da una pizzeria d’asporto. Come prevede l’articolo 2, comma 2 della legge, è vietato non il consumo del prodotto acquistato nella kebaberia, piadineria, gelateria o altro laboratorio artigianale, all’esterno del locale, ma l’installazione di arredi atti a permetterne il consumo. Per essere più chiari: se un cliente mangia il gelato in piedi o seduto su una panchina pubblica all’esterno della gelateria può tranquillamente continuare a farlo; se mangia il gelato al tavolino o al bancone, sotto un gazebo o all’interno di dehors installati dal titolare della gelateria, allora è vietato. Ma non è una novità: già oggi, in base alla legge Bersani, i laboratori artigianali non possono prevedere l’allestimento di arredi esterni per la consumazione dei propri prodotti.
Bene, interpretazione strumentale, mezzi di stampa che non hanno capito, siamo un po' alle solite: prima si fa un regolamento di dubbia correttezza e poi lo si reinterpreta, ne si citano solo delle parti. Perché leggendo il comma 2 della legge pare lampante la prima interpretazione che anche noi avevamo dato ieri. E’ consentita la vendita, da parte delle imprese artigiane, degli alimenti di propria produzione per il consumo immediato nei locali adiacenti a quelli di produzione, con esclusione degli spazi esterni al locale ove si svolge l’attività artigianale, tramite l’utilizzo degli arredi dell’azienda e di stoviglie e posate a perdere, ma senza servizio e assistenza di somministrazione. Seguendo il senso grammaticale del discorso, l'articolo dice che è possibile mangiare il cibo prodotto nel locale solo nei locali interni e lo si può fare utilizzando arredi, stoviglie del locale, senza servizio.
Invece Belotti e Saffioti usano la parte degli arredi che grammaticalmente si può riferire solo alla prima parte della frase e non all'inciso per dire che non si può mangiare all'esterno solo dove ci fossero arredi del locale. Nella prossima pagina vi spiegheremo meglio il tutto.
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