Fiducia: governo Berlusconi salvo per tre soli voti

[FOTO AP/LaPresse]
Silvio Berlusconi incassa la fiducia e va avanti. Ancora una volta.
Anzi, tecnicamente parlando, il presidente del Consiglio questa volta è riuscito ad evitare la sfiducia.
Sia chiaro: non è stata una larga maggioranza quella che ha salvato l'Esecutivo: appena tre voti di scarto alla Camera. Molti di più al Senato. Merito anche della massiccia compravendita di parlamentari portata avanti nei giorni scorsi per infoltire le fila dei fedelissimi di Re Silvio.
La maggioranza di governo ha trionfato alla Camera con 314 voti contro 311.
Hanno votato contro la sfiducia Pdl, Lega, Noi Sud-Pid, i tre parlamentari del 'Movimento di responsabilità nazionale' Calearo, Cesario e Scilipoti, il Lib-dem Grassano.
Favorevoli alla sfiducia Pd, Idv, Fli (tranne Polidori, Catone, Siliquini), Udc, Mpa, Api, i due Lid-dem Melchiorre e Tanoni, e Nicco.
Astenuti i due Autonomie-Svp Brugger e Zeller.
Assenti oltre a Fini, Silvano Moffa e Antonio Gaglione.
Una massiccia campagna acquisti ed uno scarto di soli tre voti sono quindi bastati a Berlusconi per salvarsi dal disastro. Tre voti.. ci ricorda qualcosa...
Più serena la situazione al Senato: 162 voti a favore, 135 voti contrari ed 11 astenuti.
Quindi la maggioranza ha retto, grazie anche alla scelta dell'antagonista Gianfranco Fini: il presidente della Camera infatti un mese fa accettò, dietro proposta del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, di far slittare la votazione per la fiducia al 14 dicembre, dando così il tempo ai berluscones di aprire la campagna acquisti che oggi ha salvato il governo.
Ma come si fa a comprare un parlamentare?
Facile: se è sotto inchiesta per qualche motivo, gli si promettono provvedimenti che andranno a tagliare le unghie della magistratura. Se è indeciso su cosa fare 'da grande', gli si promettono consulenze da 100.000 euro l'anno. Oppure semplicemente gli si promette che sarà rieletto alle prossime elezioni o che avrà una carica ministeriale. O magari se ha un mutuo da pagare, glielo si estingue. Per la serie: 'Nulla è più affidabile di un uomo la cui lealtà può essere comprata col denaro'.
Conseguenze
Ma la domanda epocale adesso è: come farà a reggersi un governo che ha solo tre votarelli di maggioranza in un'ala parlamentare?
Altra domanda: il principale alleato di Berlusconi, ovvero il leader della Lega Nord Umberto Bossi, sapendo di essere ancora più determinante per mantenere la traballante stabilità del governo inizierà a battere cassa? La fetta principale degli investimenti economici saranno dirottati per favorire lo sviluppo del Nord?
Il governo che esce dal voto è debole e traballante. Quasi sicuramente si andrà a rimpasto.
Gianfranco Fini rosica, perché il governo ha tenuto anche grazie ai voti dei futuristi Polidori e Siliquini.
Rissa alla Camera
Una nota di colore: subito dopo il voto della 'traditrice' Polidori, alla Camera alcuni finiani e leghisti se le sono date di santa ragione. Fini a questo punto, con voce piuttosto mesta, ha sospeso la seduta.
Mauro Di Gregorio
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