Giovedì 17 Maggio 2012

Centenario futurismo: gli eventi e le mostre in Italia

 Marinetti Futurismo



Quest'anno si celebra il centenario del futurismo italiano con manifestazioni,

eventi e mostre sul futurismo organizzate in tutta Italia.

Correva l'anno 1909 quando il poeta Filippo Tommaso Marinetti pubblicò il manifesto del Futurismo a Milano e successivamente il 20 febbraio sul quotidiano francese le Figarò, codificando una filosofia di una rivoluzione artistica nata agli inizi del secolo.
Il futurismo abbraccia qualsiasi tipologia di arte: pittura, scultura, letteratura e teatro non disdegnando la danza, la musica e l'architettura.
La regola fondamentale di chi seguiva questa corrente di pensiero era basata sull'abolizione della prospettiva tradizionale nell'immagine a vantaggio di una visione differente per esprimere la vitalità degli oggetti. In un anno così importante per il futurismo, è stato organizzato lungo tutto lo stivale un importante evento nazionale, Futurismo100, con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

A Milano è stata allestita un'interessantissima mostra sul Futurismo: dal 5 febbraio al 7 giugno il Palazzo Reale ospiterà circa 400 opere facenti parte della mostra Futurismo 1909-2009. Dinamismo + Arte + Azione. Il costo di ingresso alla mostra sul Futurismo a Milano è di 10 €, per il biglietto intero e gli orari di apertura sono i seguenti: tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30, il lunedì solo il pomeriggio dalle 14.30 alle 19.30, il giovedì chiusura alle 22 e 30.

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Commenti (1)

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Baccelli1

19 febbraio 2009, 10:00

-4 punti

IL FUTURISMO COMPIE CENTO ANNI Il manifesto del futurismo fu presentato ufficialmente il 20 febbraio 1909 IN TUTTO IL MONDO I MAILARTISTI RICORDANO L'EVENTO – ANCHE SU FACEBOOK 100 ANNI FI FUTURISMO Lucca – Cogliendo l'occasione che per il centenario del Futurismo, tutti i mailartisti del mondo si sono mobilitati per l'evento, alla “Cesare Viviani” si è affrontato ancora una volta, l'aspetto culturale della nostra prima avanguardia, creando un “Omaggio al Futurismo”. Il Futurismo è fondamentale come movimento nella storia delle avanguardie europee, da esso si dipartono quasi tutte le ricerche artistiche del XX secolo. Il movimento ebbe il merito di porre al centro della sensibilità artistica temi che si sarebbero poi imposti in tutte le forme della produzione culturale: la velocità, la guerra, la metropoli, l'individuo. L'esaltazione della modernità andava di pari passo con il rifiuto della vecchia idea di un'arte d'élite, relegata agli spazi dei musei e della cultura aulica, sostituendo al culto del passato, la necessità di esplorare il mondo del futuro. Probabilmente pochi sanno che il Manifesto di Fondazione del Futurismo, firmato da Filippo Tommaso Marinetti, fu pubblicato integralmente per la prima volta il 5 febbraio del 1909, sulla “Gazzetta dell’Emilia” e solo qualche giorno dopo il testo venne ripreso da altri quotidiani italiani, come “L’arena” di Verona e “Il Piccolo” di Trieste, fino al lancio mondiale su “Le ******” di Parigi il 20 febbraio, la data che è divenuta poi quella “ufficiale”. Marinetti fece di tutto per completare il documento entro la fine del 1908 per poterlo promuovere, con un evento mediatico mai visto, che oggi lo si chiamerebbe globale, all’inizio dell’anno nuovo. Ma il disastroso terremoto di Messina fece rinviare l’operazione, anche se il primo a pubblicare il testo fu comunque il giornale emiliano. Le ragioni di questa scelta avevano probabilmente un’intenzione provocatoria: Marinetti considerava, infatti, Bologna “la città più passatista d’Italia” e, da quel che si sa, all’apparizione del Manifesto, il capoluogo felsineo non si scompose più di tanto. Un’iniziativa inedita che si sarebbe potuta affrontare in Italia in questo centenario, poteva essere una mostra sul Futurismo e le donne, argomento trattato da Claudia Salaris in un volumetto di una quindicina di anni fa. Lo straordinario apporto al Futurismo di ****** quali Benedetta Marinetti, moglie di Filippo Tommaso, grandissima pittrice e autrice del visionario romanzo “Astra e il sottomarino”, la leggendaria danzatrice Giannina Censi, l’autrice del “Manifesto della donna futurista” e del “Manifesto della lussuria” Valentine De Saint-Point, crediamo non sia ancora stato valutato pienamente. Le celebrazioni ufficiali programmate avranno dunque la funzione di far conoscere al maggior numero di persone ciò che gli studiosi e gli appassionati già sanno, e a giudicare dalla quantità e dalla qualità delle pubblicazioni e delle mostre in cantiere l’obiettivo lo si dovrebbe centrare. Da più parti invece si invoca la necessità di un dibattito sull’attualità del Futurismo o una sua possibile attualizzazione, sottintendendo che proprio questa dovrebbe essere la finalità della celebrazione del centenario. Ed è qui che la questione si fa più complicata . Il movimento futurista, tutti gli storici dell’arte ne convengono, è finito con la morte del suo fondatore nel ’44; e non solo per ineludibili motivi politici, tra questi il legame strettissimo di Marinetti con Mussolini, ma soprattutto perché Marinetti fu il mecenate, il trascinatore e l’organizzatore del Futurismo come movimento organico, nonché colui che amalgamava tra loro gli artisti delle varie discipline e indicava delle finalità comuni. Nel dopoguerra, infatti, la maggioranza di essi,Trampolini, Depero, Delle Site e tanti altri, continuò a lavorare, ma in proprio. Lucio Fontana, uno degli artisti più importanti degli anni sessanta, dichiarò esplicitamente la derivazione futurista del suo “Manifesto dello spazialismo”. Negli anni ottanta poi, sotto l’egida di Renato Barilli, fece la sua comparsa il “Nuovo Futurismo”, corrente artistica di scarsa durata che però lanciò l’oggi celebre Marco Lodola: la sua accattivante produzione seriale di light-boxes colorati lo imparenta però più alla Pop Art che al Futurismo. Ma anche l’influenza non dichiarata o involontaria del Futurismo sulle avanguardie coeve e su quelle a venire è ben documentata e rintracciabile. Ad esempio, un non-musicista come Brian Eno senza dubbio ha sempre operato con una mentalità “futurista”; e non solo perché ha scandagliato con un approccio sempre sperimentale e innovativo ogni territorio musicale, ma soprattutto perché è stato l’unico – e con esiti sublimi – a cimentarsi con la musica per astronauti, vedi l’album Apollo, edito dalla Virgin nell'1983. Ed è evidente il collegamento con l'aero pittura e l'aero poesia clarinettiste e, ne costituisce il naturale sviluppo. L’attualità del Futurismo consiste dunque nel concreto agire di ogni singolo artista che ne trae in qualche modo ispirazione. C’è chi ha sempre tenuto fede al motto futurista, quello sì sempre attuale, “ricordarsi sempre di sputare tutti i giorni sull’altare dell’arte”. C’è chi ne ha musicato due testi sacri: il Manifesto stesso, contenuto nel cd “Gerarchia ordine disciplina”, e il testamento marinettiano “Quarto d’ora di poesia della X Mas” – oltre a un’altra poesia, “Quota zero” del futurista triestino Bruno Sanzin. Se l’arte è innocua, non è arte post-contemporanea. Se l’arte è soltanto rappresentata e non vissuta, non è arte post-contemporanea. Se non modifica o ribalta la prospettiva delle idee date e delle certezze acquisite non è arte post-contemporanea. I mailartististi stanno celebrando in tutto il mondo i 100 anni del Manifesto Futurista, perché il Futurismo fu precursore della mail art, con Ivo Pannaggi che nel 1920 realizzò i famosi “Collaggi Postali”. Vittorio Baccelli

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